Storia d’amore fra un ragazzo di vita, che sembra uscito da Accatone di Pasolini ed è inseguito dagli orchi, e un camionista, che ci tiene, fin dalla sua entrata in scena, a precisare che “non è gay”. Lui salva il ragazzo, consegnandolo alla polizia e il ragazzo lo salva dall’ abiezione (con effetti collaterali però non trascurabili).
Molto melò suramericano. Molto già visto. Molto crudo ed esplicito, più nel sesso che nella violenza (anche lì però…), ma si concede anche il lusso di scelte estetizzanti (tramonti infuocati nel deserto, languidi lavacri di corpi maschili ignudi, giovani e meno giovani, sempre sullo sfondo di un deserto aspro e polveroso altri corpi trasformati torce umane nella notte stellata) sinceramente kitsch, visto il contesto di degrado (se vuoi filmare il degrado, che degrado sia). Ma alla giuria della Mostra del Cinema devono essere piaciute. Belle le inquadrature degli enormi camion fallici che ricordano Duel.
C’è del buono, ma non stracciatevi le vesti se vi capita di perderlo.