2000, 25 anni fa Wong Kar Wai girava In the mood for love
Le rovine e la nostalgia.
In the mood for love è il film dell’assenza, della posticipazione del desiderio, della rinuncia, della paralisi, della distanza incolmabile. E della nostalgia. Nostalgia per qualcosa che poteva accadere e non è mai accaduto, anche se costantemente si è avvicinato, sfiorato, atteso, rimpianto. Nostalgia che si vive nel presente, perché il presente (l’Hong Kong degli anni ’60, della giovinezza di Wong Kar Wai, idealizzata nel ricordo del regista) è già il passato della memoria. Il cinema in fondo è questo, dà l’illusione della presenza, le cose accadono lì e noi siamo dentro le cose, ma le vediamo soltanto, non possiamo toccarle. Siamo tenuti a distanza. E la distanza è la nostalgia di ciò che non potremmo mai più (ri)-vivere, ma solo vedere (nel ricordo o nello schermo).
“Quando ripensa a quegli anni lontani è come se li guardasse attraverso un vetro impolverato. Il passato è qualcosa che si può vedere, ma non si può toccare. E tutto ciò che vedo è sfuocato e indistinto”. Come tutto ciò che vediamo nel film è defilato, ripreso di sbieco, attraverso gli usci delle porte, corridoi, finestre, prospettive di vicoli stretti ed è inframezzato da tende, persone che affollano le stanze, veneziane socchiuse. Inquadrature che segmentano i corpi, impedendo una visione complessiva, così come le pareti dei muri screpolati, ricoperti di manifesti sbrecciati, si confondono con le sete raffinate dei vestiti di Su. Le rovine del tempo di Angor Wat delle scene conclusive sono così quelle di esistenze che sono sempre sul punto di essere vissute, ma si sono sempre trattenute sulla soglia, sono l’evocazione di una sedimentazione di passati diversi (molti solo immaginati) che si sono fusi assieme al tempo immobile della natura, così come cristallizzato in un senza tempo è il ricordo di ciò che non è avvenuto.
Chow lascia il suo segreto nella cavità di un colonna. È una presa di congedo dal suo passato che non si è mai attuato se non nel rimpianto? O il modo per conservarlo per sempre, custodendolo nel tempo della melanconia che lo preserva dall’oblio?