Kino Pravda era una serie di 23 cinegiornali diretti da Dziga Vertov nel 1922 in Unione Sovietica. A Vertov non interessava riportare particolari notizie, ma cogliere frammenti di vita catturati dalla macchina da presa in mercati, strade, fabbriche, scuole, spesso utilizzando delle telecamera nascoste per cogliere l’immediatezza dell’esistenza quotidiana che poi veniva trasfigurata attraverso un montaggio espressivo, la scelta di tagli di inquadrature inaspettati, le accelerazioni e i bruschi rallentamenti del ritmo, le sovrapposizioni di esposizioni e l’animazione. L’idea era quella di penetrare una sorta di inconscio collettivo mobile e diveniente del popolo sovietico

Living

Tutto si ripete sempre uguale nel grigio ufficio del grigio Mister Williams: il chiacchiericcio dei subordinati, le pratiche da sbrigare, gli incartamenti che si affastellano in pile abbandonate. Poi un…

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Ma nuit

Cosa fanno i giovinastri nelle notti parigine? Si annoiano in feste inutili, fumano, bevono, si ubriacano, vagano per la città, si confessano le proprie angosce, almanaccano sul futuro che attendono…

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White Noise

Per iniziare, una considerazione a margine. Nell’ultima mostra del cinema di Venezia, due film, diversissimi fra loro come Bones and All di Guadagnino e questo White Noise di Baumbach erano…

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Le otto montagne

«…through infancy’s unconscious spell, boyhood’s thoughtless faith, adolescence doubt (the common doom), then scepticism, then disbelief, resting at last in manhood’s pondering repose of “If…”» (attraverso l’incantesimo inconsapevole dell’infanzia, la…

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Saint Omer

Già i sentieri si confondono, ma forse lì c’è la chiave per fare luce sul mistero. Nella notte, una donna di colore cammina lungo una spiaggia con una bambina addormentata…

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